Ti abbiamo dato il nome di una farfalla: Vanessa – Storia di Vanessa

Ti abbiamo dato il nome di una farfalla: Vanessa. La vita invece ti ha fatto tirar fuori gli artigli e ti ha trasformato in una guerriera.

Prima di te non sapevamo neanche cosa fosse una cardiopatia, abbiamo dovuto scoprire durante l’ecografia morfologica che ci sono cardiopatie da cui non si può guarire mai, bambini che vivono con un cuore “diverso”, e tu saresti stata uno di questi bambini speciali, non ancora nata sapevamo già che ti attendevano diversi interventi al cuore e lo spettro futuro di un trapianto. Per fortuna sulla nostra strada abbiamo trovato medici stupendi che hanno reso il tutto un po’ meno nero, ma non si possono spiegare i dubbi e le paure di quegli ultimi mesi di gravidanza.

La cosa più bella è quando ti accorgi che vale sempre la pena lottare – La Storia di Michele

Gravidanza perfetta, parto perfetto, sembrava un sogno ma non dimenticherò mai quella mattina dove avevi due giorni e mi dissero che dovevano portarti a fare dei controlli perché avevano sentito questo soffio anomalo. Ti portarono all’ospedale vicino per delle visite e tornarono con un esito che mai avrei voluto sentire: “Signora sui figlio è cardiopatico ha la Tetralogia di Fallot!”.

La cardiopatia ti arricchisce. Ti dà occhi diversi per vedere il mondo, ti dà forza, ti dà gioia di vivere.

Ci sono anche io!! Mi chiamo Ilaria ed ho 27 anni.

Da dove iniziamo? Sono nata il 19 agosto del 1989 in un paesino della costa Marchigiana. A poche ore di vita sono stata trasportata ad Ancona per essere operata d’urgenza. Atresia della polmonare a setto intatto e difetto interatriale. Parole troppo grandi per un cuore così piccolo. Piccolo si, ma forte come un sasso.

Sono felice di averlo cresciuto da sola, lo rifarei, lui mi salvò la vita – Storia di Erik

Avevo 23 anni quando rimasi incinta di Erik, trascorsi una gravidanza serena fisicamente ma agitata psicologicamente. Dovrei scrivere un libro ma preferisco contenermi. Il mio cucciolo nacque dopo 24 ore di travaglio, mi accorsi da subito che c’era qualcosa di strano, l’istinto di mamma percepiva qualcosa, era un bimbo troppo calmo, non piangeva, non si attaccava al mio seno, colorito bluastro.